reportage

Quando si parla di reportage si possono intendere tante cose ed è sicuramente la parte della fotografia che preferisco. Ci sono i reportage di guerra, quelli per un evento sportivo, quelli di viaggio, quelli che si fanno quando si segue un festival, un evento, un concerto.

Il momento rubato, la luce non studiata, saper cogliere il movimento giusto.. Sono tutte cose molto complicate e infatti è altissimo il numero di foto scartate prima di trovarne una davvero bella. Ma quando ci si riesce la sensazione che si prova è unica.

Mi capita spesso di fare foto a persone in posa e per quanto sia bello preferisco sempre riuscire a scattare quando il soggetto non se lo aspetta, quando è rilassato o è concentrato su altre cose, in quel momento si riesce a cogliere la vera essenza di una persona.

Di certo il reportage è il tipo di fotografia che ho sperimentato di più e ciò che ne risulta è un mix improbabile di soggetti, dettagli, ambienti, mani, volti, espressioni che cercano senza l’utilizzo di parole di far passare un messaggio.
Ecco, il reportage più di ogni altra forma fotografica è proprio questo: riuscire a raccontare senza dire una singola parola.

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